Poesie e canzoni per un amore
Primavera
E solcherò il tuo corpo
come se fosse terra
cancellerò quei segni
dell'ultima tua guerra
e brucerò col fuoco
quest'erba tua cattiva
e ti farò con l'acqua
più fertile e più viva
E pregherò che il sole
asciughi questo pianto
e pregherò che il tempo
guarisca le ferite
poi costruirò una serra
intorno al tuo sorriso
farò della tua vita
un altro paradiso
Sarò il tuo contadino
e tu la terra mia
combatterò col vento
che non ti porti via
poi spargerò il mio seme
nella tua verde valle
e aspetteremo insieme
che venga primavera
(Riccardo Cocciante)
Ogni amore...
Ogni amore è fantasia;
inventa l'anno, la giornata
e l'ora e la sua melodia:
inventa l'amante e l'amata.
Nulla importa per l'amore
che lei sia vera o immaginata
(Antonio Machado)
La canzone preferita
Bambine splendide escono sui balconi
in braccio ai loro padri scendono nel cortile
le chiama il sole d'aprile vestite d'altri mondi
più grandi e popolati dell'America
e parlano una musica che viene d'altrove
parlano una musica che viene d'altrove
Da sotto il volume si alza improvviso sulla canzone preferita
becco d'uccello punta di matita
e le campane calci in culo al tempo
schiaffi in faccia al silenzio
E le bambine sono voci lontane
sono occhi aperti aperti dappertutto
discendono i raggi del sole in picchiata con la bicicletta
ora le vedi uscire dalle nuvole
bagnate fradice di meraviglia
squilla una voce al telefono
verdure a fette cadono in pentola
acque salate bollono in pentola
Da sotto il volume si alza improvviso sulla canzone preferita
becco d'uccello punta di matita
e le campane calci in culo al tempo
schiaffi in faccia al silenzio
Il sole ha promesso alle bambine che domani tornerà
(Sulutumana)
da "Pietra di sole"
Vado per il tuo corpo come per il mondo,
il tuo ventre è una piazza assolata,
i tuoi seni due chiese dove officia
il sangue i suoi misteri paralleli,
i miei sguardi ti coprono come edera,
sei una città che il mare assedia,
una muraglia che la luce divide
in due metà color pesca,
una landa di sale, rocce e uccelli
sotto la legge del mezzogiorno assorto,
vestita del colore dei miei desideri
come il mio pensiero vai nuda...
(Octavio Paz)
L'isola
La mia e la tua pazzia è la pazzia di un'isola
con tutto il vento contro e sulla schiena
che non importa neanche più
Quando ridi e corri e ridi
rimane lì sull'isola
con tutta l'acqua intorno che se remi ai fianchi
te ne vai con l'isola
e una busta bianca della spesa corre a diventare nuvola
e se tremi non importa tremo anch'io con te
che siamo pazzi in due
Ma se restassimo da soli
come squali imbalsamati
come uccelli migratori
senza avere più le ali
Se restassimo da soli
sopra striscie di aeroplani
e sotto onde tutte uguali
senza mai poter tornare
forse piangeresti
per non poter tornare
forse moriresti
e ti lascerei tornare
forse
A volte credi anche per me
basterebbe un'isola
invece ho un grattacielo rovesciato
che corre a testa in giù
e dopo tutto il mondo attraversato
c'è una lampadina blù
e una busta della spesa vola a diventare nuvola
e se tremi non importa ballo anch'io con te
che siamo pazzi in due
(Pinomarino)
Semi oscuri
Il boato del tuono
colma di semi oscuri il giardino;
il vento replica il suo fischio
- un pugnale teso nel torso dell'aria -
e la lingua scarlatta del tramonto
s'assottiglia nel respiro ardente.
Mille volte ti spoglio nella mente
ma non sei mai nuda abbastanza
perchè io viva
(Tomaso Kemeny)
Canto di accoglienza
Lasciati avvicinare
Lasciati sfiorare
Sarò per te legno che arde e odora
Lasciati avvicinare
Lasciati sfiorare
Avrò per te vino rosso che colora
Rifugio che ripara
Abbraccio che consola
(Ginevra Di Marco)
Prima Stanza
Ho vissuto nascosto
Tra i segreti delle tue labbra
All'ombra dei tuoi pensieri feriti
Come un albero innamorato
Delle sue radici.
Ho cercato l'amore tra le tue ciglia
Come un'onda d'acqua
Senza mai lasciare l'acqua
Senza mai lasciare il mare.
E se sono diventato sabbia
Era solo per lasciarti dentro
L'impronta bagnata
Del nostro amore.
(Donato di Poce)
Moli freddi
E' così grande questo letto,
quasi lo posso navigare,
una pagina di libro aperto
da leggere e da dimenticare,
per ogni notte che ti aspetto
e non ti sento ritornare.
Mi tocca piano allora questo dolore da amare,
così fragile come una foglia, così duro come una conchiglia,
come la voglia del tuo autunno che mi coltivo
grande scenata incatenata dentro al cuore.
E come è grande questo letto,
appena poco più del mare,
di una giacca messa per caso
perchè qualcuno ti possa domandare
se è fuggito lontano
quello che prima avevi dentro,
quello che non hai dato,
lungo i tuoi moli freddi
e le stagioni che ti passano accanto
ormai ti sfiorano appena.
Come è amaro il pianto su questo cuscino da morsicare,
per questa voglia di dimenticare
ho solo la cognizione del dolore,
e mi potrà salvare,
mi resta solo la cognizione del dolore,
e mi potrà salvare...
(Malaspina)