Poesie e canzoni per un amore
Sono io...
Sono io che non ti cerco
o tu a non mostrarti,
sono io che scavo nel punto sbagliato
o tu a nasconderti
nell'umida terra sconfinata.
Sono a io a non chiederti
o tu a non rispondere,
sono io a perdermi o tu a fuggire.
Sono semplicemente io
al punto di sempre
o tu a muoverti senza scopo
come una bestia in gabbia
(Fabrizio Falconi)
Ti amerò lo stesso
Nonostante il vento
nonostante i passi
delle notti uguali che riporteranno
brividi
lungo schiene ed occhi
dilatati un poco
affaticati ancora più di prima
o forse come adesso
Nonostante parli
spesso ad alta voce
e nessuno crede a ciò che dici
a quel che immagini
nonostante tutto
io ti ascolterò quando non parli
quando non mi guardi
io ti vedrò lo stesso
Ti aspetterò, ti chiamerò cuore deciso
nella mente, nelle pieghe del viso
sarai da curare ancora un poco
aggiustami le spalle
che hai piegato
ritirati pure dal fianco se hai tradito
io t’amerò lo stesso
Nonostante voci
le riviste, i baci
i biglietti inutili
e gli ingorghi chilometrici
e l’odore forte
di un’estate ancora da finire
sarò come prima
o forse come adesso
Nonostante veda
quanta vita facile
quanto amore docile
precipita l’immagine
della nostra storia
se ti sembra dura ed invincibile
davvero
io t’amerò lo stesso
Ti aspetterò, ti prenderò come un sorriso
fino a casa quando torni deluso
sarai da curare ancora troppo
tempo da passare che hai fumato
ritirati dalla tua strada che hai guidato
ti guiderò io adesso
io t’amerò lo stesso
(Paola Turci)
Lo Straniero
- Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? Tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?
- Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.
- I tuoi amici?
- Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.
- La patria?
- Non so sotto quale latitudine si trovi.
- La bellezza?
- L'amerei volentieri, ma dea e immortale.
- L'oro?
- Lo odio come voi odiate Dio.
- Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?
- Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole!
(Charles Baudelaire)
Quello che non so di te
Guarda come stai cambiando
non hai più la stessa luce
e il tempo se ne va
Ferma un attimo di gioia
non scordarti di svegliarmi
perchè il tempo se ne va
E non mi importa di cadere
io ti cercherò
perchè ho bisogno di sapere
quello che non so di te
Lascia che i tuoi nuovi giorni
non si addensino di nubi
mentre il tempo se ne va
Questo è il gioco della vita
non cercare di sposarla
perchè il tempo se ne va
E non mi importa di cadere
io ti cercherò
perchè ho bisogno di sapere
quello che non so di te
e non mi importa di cadere
io ti cercherò
perchè ho bisogno di sapere
quello che non so di te
(Luca Madonia)
Le tue labbra
Le tue labbra sono troppo sottili
per aver pietà, troppo pallide
per aver sangue, ma bruciano.
Ho secoli d'amore in me
e tu nasci ogni volta.
Questo ci unisce e ci divide.
Un bacio
ti contorce come vuole
sei così sottile; ignota
la tigre dorme nei tuoi occhi,
dalle tue mani
domani
vedrò crescere artigli.
Quando ti bacio ti odio
e subito
voglio baciarti ancora
(S.Galluzzi)
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare né di qua né di là. Non ho più notizie di te, né tu di me.
Non so se era abitudine, consuetudine, se era dirsi le cose e stare bene.
So che era come se fosse stato per sempre.
E cosa c’è che non va, che non torna, che se ne sta andando via?
Secondo me sono gli oggetti che complicano le cose, così inanimati, così fermi eppure piccoli irrinunciabili prolungamenti di noi stessi; se mettessimo in fila i nostri oggetti troveremmo le ore e i minuti di ogni cosa, di quando il tempo era solo davanti.
Sto guardando il mio lampadario nuovo ed è come se una luce amica mi sfiorasse; potremmo fare delle belle cose io e te! Mi viene da pensare, sotto questa luce, mi viene da considerare…
Ho comprato un lampadario nuovo talmente bello…
Potremmo fare dei bei discorsi io e te, mi viene persino da leggere sotto questa luce, mi viene quasi da riflettere.
Ma vedi come ci si mette la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare né di qua né di là.
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
eran sul tavolo della cucina
eran nel cielo di una mattina
eran nel rosso del nostro tramonto
erano un saldo scambiato per sconto
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
c’erano nuvole fuori quartiere
eran finiti i posti a sedere
c’era il mercato nel posto sbagliato
e c’era il tuo cuore in pessimo stato
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
c’è una stazione in mezzo alla neve
c’è un treno che passa e si ferma al confine
c’è un doganiere che segue il suo cane
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
erano sporchi di carta carbone
era un ricordo di un’altra stagione
c’erano idee di ogni ordine e razza
che stavano immobili in mezzo alla piazza
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
c’erano stelle senza cadere
c’era un passaggio di nuvole nere
c’era il mercato nel posto sbagliato
e c’era il mio cuore in pessimo stato
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
c’è una stazione in mezzo alla neve
c’è un treno che passa e si ferma al confine
c’è un doganiere che segue il suo cane
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
c’è una stazione in mezzo alla neve
c’è un treno che passa e si ferma al confine
c’è un doganiere che bacia il suo cane
Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare nè di qua nè di là.
O così almeno mi sembra che sia.
(Carlo Fava)