Poesie e canzoni per un amore
Il meglio di te
Mi porto addosso di te
soltanto il meglio di te
la faccia più incerta che fai
le cose che non mi dirai
e casomai mi dimentico già
di chiederti come si sta
dentro una foto d’estate che ho
tu che mi guardi
io che guardarti davvero non so
Mi porto addosso di te
soltanto il meglio di te
di mille canzoni che sai
quelle che non canterai
e casomai si confondono già
con altre che ho amato e che so
dentro la foto d’estate che ho
tu mi guardavi
io ti dicevo soltanto di no
Mi porto addosso di te
tutto il meglio di te
soltanto il meglio che c’è
…e casomai mi dimentico già
di chiederti come ti va
dentro la foto d’estate che ho
tu che mi guardi
io che non riesco più a dirti di no
(Gianmaria Testa)
Poesia del guanciale
Perché fino alla punta delle dita
sei presente, perché hai desideri,
per come pieghi i ginocchi
e mi mostri le chiome,
per il tuo tepore
e la tua oscurità;
per le tue frasi dipendenti,
i gomiti non prepotenti
e l’anima materiale
che nella fossetta
sopra la clavicola balugina;
perché sei andata
e venuta, e per tutto
ciò che di te non so
queste mie esili sillabe
son troppo poco – o troppo
(H.M. Enzensberger)
Vorrei
Ogni cosa è al suo posto
quando al mattino la luce è chiara
tutto si posa leggero nell'aria
sembra un sorriso
sorride gentile
tutto si posa leggero nell'aria
E ancora come ieri
hai sguardi dolci per me
percorro i tuoi sentieri
ho sguardi dolci per te
vorrei vorrei vorrei
portarti al mare
fare l'amore
dimenticare le cose amare
Ogni cosa è al suo posto
ti sei vestito bene
hai fatto il caffè
fuori non piove
ed hai un sorriso grande grande grande
più grande di te
E ancora come ieri
hai sguardi dolci per me
percorro i tuoi sentieri
ho sguardi dolci per te
vorrei vorrei vorrei
portarti al mare
fare l'amore
dimenticare le cose amare
Vorrei vorrei...
vorrei vorrei vorrei
ancora sognare non mi svegliare
non farmi vedere le cose vere
Ogni cosa è al suo posto
quando al mattino la luce è chiara
tutto si posa leggero nell'aria
(Roberta Carrieri)
Quando ebbi finito di respirare...
Quando ebbi finito di respirare
sentii come mi guardavi
e come al tuo cuore mancavano i battiti –
così bello mi trovasti d’improvviso.
E io lessi nei tuoi pensieri
che tu volevi andare subito dallo scalpellino
affinché mi ricreasse,
sorridente, appoggiato sui gomiti
lungo il coperchio del mio sarcofago.
Ma non pensarmi subito nella pietra!
Ti ha appena impedito di vedere
come vibrarono le mie palpebre.
Cercarono di vincere la pietra
che già s’era annidata in loro.
Io volevo proprio aprire gli occhi
e vederti ancora una volta.
(Kjell Espmark)
Fatalità
Ho baciato in bocca la morte tesoro
e adesso non posso più guardarti
e nemmeno toccarti
il furbo l'ho fatto una volta di più
delle carte che ho in mano
e lo scherzo non scherza
col gioco e col fuoco
fuori, sì viviamo fuori
ma fuori davvero
ci fa paura di andare
fuori dagli uomini
fuori dal cielo
fuori non riesco neanche
a immaginarlo vero
E' più di una crepa
più di una bugia
più di una notte insonne
più di una malattia
in uno sbaglio solo
gli errori tutti della vita
e il prezzo è in banconota
di nostalgia infinita
fuori, sì viviamo fuori
ma fuori davvero
ci fa paura di andare
fuori dagli uomini
fuori dal cielo
fuori non riesco neanche
a immaginarlo vero
libri di poesia
alberi di Natale
figli che mancate
amici di limpide serate
di essere puro, di essere sincero
solo ritornare
ad essere normale
(Vinicio Capossela)
...anche se gli AUT hanno fatto una versione molto più bella dell'originale e uscirà per fine anno...
Tutto ha significato...
Tutto ha significato
Anche il mondo dello zero
Ti amo
anche con l’amore del niente
(Göran Sonnevi)
Non arrossire
Quando ti guardo,
ma ferma il tuo cuore
che trema per me.
Non aver paura
Di darmi un bacio,
ma stammi vicina
e scaccia i timor.
Il nostro amor
Non potrá mai finire.
Stringiti a me
E poi lasciati andare.
No, non temere,
non indugiare,
non si fa del male
se puro è l'amor.
Non arrossire
Quando ti guardo,
ma ferma il tuo cuore
che trema d'amor
(Giorgio Gaber)
Il poeta
Fu a lungo un poeta.
Persino i bambini
e le donne
lo chiamavano “Poeta”.
Più di chiunque altro
lui fu un Poeta.
Persino i maiali, i cinghiali,
grugnendo lo chiamavano “Poeta”.
Partì per andare lontano, morì sulla via
del ritorno.
Non un verso rimase nella sua capanna
di paglia.
Fu forse un poeta che non scriveva
poesie?
Un altro poeta
compose in sua vece una poesia.
Non appena scritta,
fiuuu, volò via con una folata di vento.
Fu così che poesie di ogni spazio e tempo,
scritte nei secoli,
e poi io e te, tutti,
volammo via, fiuuu, con una folata di vento.
La poesia non c’è.
(Ko Un)