Poesie e canzoni per un amore
Nel silenzio
Voglio respirare lentamente il tuo profumo
e non so, se risvegliarti
ho dormito poco per sognarti all’improvviso
e non ho sognato niente
esco per lasciarti libera di sopravvivere
per immaginare che l’attesa è un incantesimo
Non vedi che mi arrendo
non capisci che lasciandoti andare
potrai desiderare
riconquistarti e perderti
perchè non vedi che ti attendo
ti proteggerò restando lontano
nel silenzio, nel silenzio
Nel silenzio i tuoi vestiti ballano
poi sorpresi dalla luce cadono
con una grazia irreale
irreale
ma io devo ritornare a camminare verso ciò che non so
anche se ieri ti ho sentito respirare in ogni cosa che ho desiderato
esco dal tuo corpo con un gesto impercettibile
per immaginare che l’attesa sia incantevole
Non vedi che mi arrendo
non capisci che
lasciandoti andare
potrai desiderare
riconquistarti e perderti
perchè
non vedi che che ti attendo
ti proteggerò restano lontano
nel silenzio, nel silenzio
nel silenzio, nel silenzio
(Paolo Benvegnù)
In un momento
In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perchè io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose
P.S. E così dimenticammo le rose.
(Dino Campana)
Protect me
Quando poi resto solo prendo il volo proteggimi,
perchè non voglio allontanarmi troppo
dal punto dove poi potremmo rincontrarci
please tu proteggimi da ciò che voglio
perchè non voglio più affidarmi al sogno
perchè non voglio più svegliarmi e rovinarlo
proteggici,proteggi noi quando voliamo
proteggimi proteggici
da ciò che abbiamo quando vogliamo, solo,
basta che tu prenda la mia mano
protect me from what i want
'cause it might be too good
i wouldn't want to lose it
siamo disposti forse a rinunciare a ciò che noi vogliamo
per ottenere tutto ciò che non vogliamo perdere
quando giriamo su noi stessi, ora
quando restiamo in equilibrio
quando cerchiamo di proteggerci
proteggici perchè non vogliamo perderci
proteggi si proteggi noi,
da ciò che noi vogliamo, proteggici quando sognamo
quando voliamo quando, basta che tu prenda la mia mano
protect me from what i want
'cause it might be too good
i wouldn't want to lose it
presto o tardi, loro riusciranno a prendermi o
presto o tardi io riuscirò a raggiungerli
qui, abbiamo tutto questo da cui scegliere
cerchiamo tutto il resto, presto!
resta tutto il tempo per decidere ma resta da decidere
se non aspettare invano
quale porta aprire su di un nuovo tempo, io cerco
quale porta aprire su di un nuovo tempo, si sento
lamine di vite sovrapposte formano la mia corazza
le uso per proteggermi...
ma tu liberami, liberami, tu guidami
protect me from what i want
'cause it might be too good
i wouldn't want to lose it
(Casino Royale)
L'ascensore
Quando andrò in paradiso
non voglio che una campana
lunga sappia di tegola
all'alba - d'acqua piovana.
Quando mi sarò deciso
d'andarci, in paradiso
ci andrò con l'ascensore
di Castelletto, nelle ore
notturne, rubando un poco
di tempo al mio riposo.
Ci andrò rubando (forse
di bocca) dei pezzettini
di pane ai miei due bambini.
Ma là sentirò alitare
la luce nera del mare
fra le mie ciglia, e... forse
(forse) sul belvedere
dove si sta in vestaglia,
chissà che fra la ragazzaglia
aizzata (fra le leggiadre
giovani in libera uscita
con cipria e odor di vita
viva) non riconosca
sotto un fanale mia madre.
Con lei mi metterò a guardare
le candide luci sul mare.
Staremo alla ringhiera
di ferro - saremo soli
e fidanzati - come
mai in tanti anni siam stati.
E quando le si farà a puntini,
al brivido della ringhiera,
la pelle lungo le braccia,
allora con la sua diaccia
spalla se n'andrà lontana:
la voce le si farà di cera
nel buio che la assottiglia,
dicendo "Giorgio, oh mio Giorgio
caro: tu hai una famiglia".
E io dovrò ridiscendere,
forse tornare a Roma.
Dovrò tornare a attendere
(forse) che una paloma
blanca da una canzone
per radio, sulla mia stanca
spalla si posi. E alfine
(alfine) dovrò riporre
la penna, chiuder la càntera:
"È festa", dire a Rina
e al maschio, e alla mia bambina.
E il cuore lo avrò di cenere
udendo quella campana,
udendo sapor di tegole,
l'inverno dell'acqua piovana.
Ma no! se mi sarò deciso
un giorno, pel paradiso
io prenderò l'ascensore
di Castelletto, nelle ore
notturne, rubando un poco
di tempo al mio riposo.
Ruberò anche una rosa
che poi, dolce mia sposa,
ti muterò in veleno
lasciandoti al pianterreno
mite per dirmi: "Ciao,
scrivimi qualche volta",
mentre chiusa la porta
e allentatosi il freno
un brivido il vetro ha scosso.
E allora sarò commosso
fino a rompermi il cuore:
io sentirò crollare
sui tegoli le mie piú amare
lacrime, e dirò "Chi suona,
chi suona questa campana
d'acqua che lava altr'acqua
piovana e non mi perdona?".
E mentre, stando a terreno,
mite tu dirai: "Ciao, scrivi",
ancora scuotendo il freno
un poco i vetri, tra i vivi
viva col tuo fazzoletto
timida a sospirare
io ti vedrò restare
sola sopra la terra:
proprio come il giorno stesso
che ti lasciai per la guerra.
(Giorgio Caproni)